Ad Assisi si è aperto ufficialmente l’ottavo centenario del Transito di San Francesco con una solenne celebrazione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, attorno alla Porziuncola, luogo degli ultimi giorni del Santo nel 1226. L’evento inaugura una nuova tappa del cammino giubilare francescano iniziato nel 2023 e che culminerà all’inizio di ottobre, nei giorni della memoria della morte di Francesco.
La ricorrenza è resa ancora più significativa dall’istituzione, voluta da Papa Leone XIV, di uno speciale Anno giubilare francescano, che si svolgerà dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, in continuità con il Giubileo ordinario del 2025.
La liturgia, presieduta dai responsabili dei vari rami della famiglia francescana, è stata segnata da gesti simbolici di grande intensità, come l’accensione della luce pasquale nella Cappella del Transito da parte dell’arcivescovo Domenico Sorrentino e del sindaco di Assisi, poi condivisa con i sei rami francescani. Il rito ha richiamato anche il tema della riconciliazione tra autorità civili ed ecclesiastiche, caro alla tradizione francescana. Per l’occasione è stata concessa l’indulgenza plenaria ai fedeli presenti e il Papa ha inviato un messaggio incentrato sul dono divino della pace.
Al cuore della celebrazione, un itinerario meditativo ispirato al Testamento di San Francesco, articolato in sei temi: misericordia, preghiera, fraternità, lavoro, pace e benedizione. Le riflessioni dei diversi relatori hanno evidenziato l’attualità del messaggio francescano: la conversione che nasce dall’incontro con la sofferenza, la centralità della preghiera ecclesiale, la fraternità universale, il valore del lavoro, il perdono come via di pace e la benedizione come lascito finale del Santo.
Nel momento conclusivo è stato letto il messaggio pontificio, annunciato il nuovo arcivescovo della diocesi, Felice Accrocca, e promulgato il decreto che istituisce l’Anno giubilare francescano. Durante questo periodo i fedeli di tutto il mondo potranno ottenere l’indulgenza plenaria attraverso pellegrinaggi, celebrazioni o unione spirituale, riscoprendo, sull’esempio di Francesco d’Assisi, uno stile di vita fondato su pace, semplicità e riconciliazione.







